Roma, superba pompa e fero scempio
de' tuoi cesari antichi in te vedesti,
giuochi e trionfi, or sacri e già funesti;
ma regna il santo, e non l'iniquo e l'empio.
Già da Babel ed or dal cielo esempio
preso, gli ordini hai tu quasi celesti,
gli angeli, i lumi e i cori, e 'n mezzo a questi
quel che simiglia Dio nel sacro tempio.
E da lui, che n'illustra, il lume prende:
ei tre volte beato e tre possente,
l'uom fa perfetto e lega l'alme e solve.
Chi 'l suo poter senza sua luce intende?
Ma che? nel suo splendor con Dio s'involve,
e 'l sol de le tenebre è men lucente.