Roma, onde sette colli e cento tempi,
mille opre eccelse, ora cadute e sparte,
gloria a gli antichi e doglia a' nostri tempi,
verso il cielo innalzar natura ed arte;
rinnova di virtù que' primi esempi
già celebrati in più famose carte,
e 'l mio difetto di tua grazia adempi,
me raccogliendo in ben sicura parte.
Io non colonne, archi, teatri e terme
omai ricerco in te, ma il sangue e l'ossa
per Cristo sparte in questa or nobil terra
o pur dovunque altra l'involve e serra.
Lagrime e baci dar cotanti io possa,
quanti far passi con le membra inferme.