Già stanco e tardo in periglioso corso
tra' venti di fortuna e le procelle,
veggio invece di fide e chiare stelle
sante virtù; ma invano il tempo ho corso.
E mentre io pure il dubbio stato inforso,
e l'antiche speranze e le novelle
voglie troncando a la ragion rubelle,
sento di penitenza amaro morso.
E fuor ch'i dolci e puri accenti vostri,
non ho gloria, né vanto; e 'nchina o cade
l'arte e lo stile, in cui saver si mostri;
e sembra augel che l'onde amiche rade;
ma voi l'alzate pur tra pompe ed ostri,
Oddo, al ciel per sublimi, altere strade.