Del più bel regno che 'l mar nostro inonde
o d'altro più lontan che 'l sole illustri,
veggio, lasciate valli ime e palustri,
lieti colli, alti monti e rapid'onde.
Veggio i termini suoi marmorei; e donde
partii fanciullo, or dopo tanti lustri
torno per far a morte inganni illustri,
canuto ed egro, a le native sponde.
Ma di Filippo invitto in bianchi marmi
la gran corona impressa, il mio pensiero
quieta, se spaventò l'alme rubelle;
e le vittoriose e nobil'armi,
che terminar co' l'Ocean l'Impero
e la fama co 'l cielo e con le stelle.