Era sparsa la gloria e 'l chiaro grido
d'Avalo e d'Aragona, e 'l suon de l'armi
dal vostro d'alti eroi famoso nido
dovunque cavaliero accampi e s'armi.
Né bastare a lor merto i bianchi marmi
poteano, o bel trofeo su 'l nostro lido,
o 'n quelli in cui fu vinto il Mauro infido,
né pur le dolci rime o i dolci carmi,
né corona di lauro o d'altra fronda,
ma di stelle nel ciel dove riluce
fra quei che trionfaro in terra e 'n onda.
Poi la vostra beltà con maggior luce
fece il valore e la virtù feconda,
e cede a bella donna invitto duce.