Se mai divino amor l'aurate penne
fra noi spiegò, lasciato il terzo giro,
come allor che la donna alta di Tiro
sotto mentite forme in grembo il tenne,
ratto, sì come io stimo, a voi se 'n venne,
ché più bel nido io non ricerco o miro;
ma 'n voi le penne d'immortal desiro
ripose, onde il suo volo in ciel sostenne.
Ma perché in alto ei vi richiami e mova,
risona al core in sì soavi tempre,
come farian là sù li spirti ardenti.
Quai rime adunque fian ch'io v'orni e tempre,
col cielo e con Amor cantando a prova
di voi stesso e di lor sonori accenti?