Figli d'Alcide invitto e di Teseo,
i quai domaro a prova i feri mostri;
ma l'uno il re de gli stellanti chiostri
conobbe padre, l'altro il grand'Egeo;
e quei ch'ebbero in mar compagno Orfeo,
rompendo l'acque con gli acuti rostri,
non dier più bel soggetto a' puri inchiostri
per vello, per corona e per trofeo,
di voi, sì cara al mondo antica prole,
onde Napoli bella è tanto adorna;
ma di chiamarvi suoi non par ch'ardisca.
"A me" dice "dal ciel famosa e prisca
progenie venne, e pur al ciel ritorna;
e l'alto suo principio è sovra il sole."