Di pensier grave e d'anni e 'nfermo il fianco,
e già vario la chioma e tardo il piede,
né d'altro più che d'altrui danno erede
e per morte bramar vivo pur anco;
ma di pregare e di lodar già stanco
pur con mio scorno, e d'aspettar mercede,
temo ch'empia fortuna avare prede
di me non faccia, e 'mpallidisco e 'mbianco,
siccome in alpe suol gelida pietra;
ma l'alta vostra cortesia m'affida,
e per suo raro don risorgo e scampo.
O se grazia maggiore alfin m'impetra,
bench'io sia men possente in duro campo,
non temerò lei che minaccia e sfida.