Signor, la cui virtù lunge risplende
a' divisi Etiopi, estreme genti,
sì che non vibra mai così lucenti
l'astro i suoi raggi, o luce egual vi stende,
la mia salute e la tua gloria attende
non pur chi loda il suon de' toschi accenti,
ma chi bee l'acque de la Tana algenti
o 'n negra arena al lungo dì s'accende;
e chi vicino il Sole, o quinci o quindi,
rimira presso Gade o lungo il Gange
cader ne l'onde o fiammeggiar da gl'Indi;
te lodar bramo, a cui fu il ciel sì largo
d'ogni suo dono; e nel timor che m'ange
lodi apparecchio e solo i preghi io spargo.