Quegli che rende il ciel del sole adorno
che move per obliqui alti viaggi,
fa ch'egli sovra i rei dispieghi i raggi
e sovra i buoni e lor conduca il giorno;
e le nubi accogliendo, ei piove intorno
a' giusti ed a gli ingiusti, a' folli, a' saggi,
così, tutti obliando i nostri oltraggi,
vuol ch'abbiam noi di noi dolore e scorno.
Con le grazie rossor del fallo induce
e penitenza; or non paventi il mondo
la destra ch'or sommerge, ora sfavilla.
Tu che l'assembri in questo orror profondo,
splendi a me, Sisto, e la mia speme instilla,
ché sei fonte di grazie ampio e di luce.