Fu di pronto voler tarda mercede,
ma grande e di voi degna, il manto e l'ostro
debito a lo splendor del nome vostro,
e chi sol potea darlo, ei lieto il diede.
Senno ei conobbe in voi, costanza e fede,
saper con somma gloria altrui dimostro,
ché s'in detti si scuopre o 'n puro inchiostro,
Roma d'antico pregio in voi s'avvede.
O di tante eccellenze e tanti onori,
anzi di tante meraviglie adorno,
chi le accresce lodando o fa più illustri?
Chi far opra non sol d'anni e di lustri,
ma vuol dar nevi al verno, al maggio i fiori,
stelle al ciel, raggi al sole e luce al giorno?