Qual sonno è il vostro, o chiari e pronti ingegni,
da cui rimedio avea l'altrui letargo?
e chi rinchiuder può tanti occhi d'Argo
pur volti al cielo e ne' superni regni?
Vi desti il suon de gli amorosi sdegni,
mentre di bei colori i versi io spargo
seguendo chi cantò di Troia e d'Argo
e mostrò al poetar le mete e i segni,
se pur è sonno, e se terreno affetto
v'adombra; ma se l'alma in voi non dorme,
e se qui l'una è chiusa, e l'altra vista
è nel cielo aperta, a qual diletto
d'imagine io vi chiamo oscura e mista
dal contemplar lucenti e pure forme?