Mentre da l'Aquilone il vostro merto
di titol novo il grande Augusto onora,
ché da l'occaso a la vermiglia aurora
non è più forte duce in arme esperto;
e 'l re de l'occidente in dono offerto
v'ha bel monile ed aureo vello ancora,
il ciel non ha, quanto s'illustra e dora,
segno di gloria più lucente e certo.
Benché avesse altre spoglie, altre corone,
altre fere, altri eroi, né solo un mostro,
e' v'è con tante luci amico e largo.
E con Alcide invitto e con Giasone
celebrerà la Fama il nome vostro,
degno ch'Orfeo vi canti e vi porti Argo.