So come faccia a voi ben larga parte
Fortuna de' suoi doni, e come i versi
Apollo, e 'l ciel le grazie infonda e versi,
come benigno abbiate Amore e Marte,
come risplenda in voi l'ingegno e l'arte;
né pregi mai sì novi e sì diversi
o sì rara fra noi virtute i' scersi,
perch'io ne verghi mille e mille carte.
Ma che? la mia Fortuna e la mia Parca
e scarso ancor m'è Febo; e secco il fonte
io ritrovo in Parnaso e 'l verde lauro.
Né più ricco di gloria omai che d'auro,
mentre pur fuggo Stige ed Acheronte,
vicino ho Lete e il guado ov'ei si varca.