Flavia, quando nel lago un picciol vento
increspa l'acque pure e mattutine,
son onde il tuo sì crespo e biondo crine,
e queste onde son oro, e quelle argento.
E mentre sospirar tra' fiori io sento,
i vaghi spirti e l'aure pellegrine
fan di soave odor mille rapine
fra le tue labbra con più bel concento.
E par che la natura, Amore e 'l cielo
ti paragoni e t'assomigli allora
con Primavera e con la bella Flora,
con l'amorosa stella e con l'Aurora;
e tra l'aurate nubi e 'l dolce gelo,
l'Alba t'invidia il leggiadretto velo.