Nel più bel fior de gli anni alta fortuna
e virtude e valor quasi celeste,
e 'l ciel benigno e chiaro il sole aveste,
ch'ora pur nube in oriente imbruna:
perché l'invida morte ed importuna
turbar volea mille dolcezze oneste;
ned altro che la nova e bella Alceste
v'era più schermo o scampo o fuga alcuna.
Ella potea sottrarvi a morte avara
e seguir glorioso antico esempio
dando la vita ch'è per voi sì cara.
Ma più che l'altra estinta, or viva al tempio
mostra fede e pietà che 'l ciel rischiara,
vinta la Parca e vinto 'l destino empio.