Or che da l'aureo vello illustri il cielo,
Febo, e di fiori i monti e i campi adorni,
ed a noi rimenando i lieti giorni
sgombri da l'aria il tenebroso velo,
scaccia da sì bei membri il pigro gelo,
e con la primavera in lor ritorni
quella virtù che gli fa tanto adorni,
e degni del tuo amore e del tuo zelo.
E pregar ti potria come Fetonte
questi, e non chiede il carro e la corona
d'ardenti raggi e la serena fronte,
ma di tue verdi frondi in Elicona
coronarsi ne l'ombra appresso il fonte,
e dove maggior gloria infiamma e sprona.