Ambo fiorir vedeste i figli vostri,
Orazio, di bellezza e di valore;
or li piangete estinti (aspro dolore!)
al suon che placheria tartarei mostri.
Ma son volati a que' superni chiostri,
a i premi, a le corone, al vero onore:
perché dunque stillar, piangendo, il core
e lagrime versar, non solo inchiostri?
E s'ebber già da voi vita mortale,
le vostre rime ora immortal la fanno,
e vendetta di morte altra non vale.
E perch'agguagli ancor la fama il danno,
a pianger me chiamate il vostro male;
né parte io già ricuso in tanto affanno.