O Dea che volgi i cori,
volgi la lingua mia
a lodar questa pargoletta e pia,
che da te il nome prese,
fanciulla nobilissima e cortese.
Insegnami ch'io lodi il caro dono
de la mano innocente,
ond'ergo al ciel la mente
quand'io teco e fra me penso e ragiono;
ed ascolta i miei prieghi
o Dea che volgi i cori, inchini e pieghi.