Febre maligna, in care membra accesa,
che di bellezza il fior consumi e struggi,
e ben mille dolcezze involi e suggi,
facendo ingiusta al mondo e fera offesa,
quai belle spoglie e di crudele impresa
qual gloria attendi? omai ti parti e fuggi
e 'n altre guance il fior caduco aduggi,
ove non faccia alta pietà difesa.
Già diva non sei tu, ma fero ed empio
foco, o ne l'ombra algente orrido gelo,
che di turbare il mio bel sol ti vanti.
Questo è far guerra a la natura, al cielo,
e discacciare Amor da vivo tempio,
vincendo d'empietà mostri e giganti.