Mentre d'alma real la febre ardente
pasce le belle membra e 'l gentil sangue,
punto non cessa il suo valor, né langue
il core invitto e contro il duol possente;
ma 'l soffre e vince, e superò sovente
l'ire e i diletti; e far gigante esangue
o gran centauro, o domar toro od angue
o leone, onde il cielo è più lucente,
non è merto maggior se 'l fero assalto
n'offende più dove è il nemico interno,
benché men chiara fama altrui n'adorni.
Or quasi lieto vincitor se 'n torni
consacrando un trofeo sublime ed alto
a la salute e n'abbia onore eterno.