Dorato albergo, a gli stellanti chiostri
chi più somiglia od ha sì puro il cielo,
o squarci l'Alba in oriente il velo,
od Espero lucente a noi si mostri,
o frutti Autunno, o rose il Maggio inostri,
o s'avanzi l'ardore o cresca il gelo,
ov'è sì tardo il variar del pelo
e vecchiezza che turba i pensier nostri?
Dentro è la giovanezza, e ride intorno
la primavera, e sei dipinto e vago
ricetto del valor, del vizio esiglio:
opra del buon Guglielmo, esempio al figlio,
a cui di sue virtù ti fece adorno,
ch'ei n'ha l'idea ne l'alma, e tu l'imago.