Come nel fare il cielo il Fabro eterno le pure e somme parti e più lucenti prese da gli elementi, e nel formar le stelle erranti e fisse;
così l'anima vostra a l'alte menti simile ei fece, e 'l magistero interno al lavoro superno d'agguagliar simigliando allor prefisse,
e mille varie forme in sé descrisse. Quinci "D'ogni virtute il sommo io sceglio" disse "per farla a meraviglia adorna". Talché l'alma gentil che 'n voi soggiorna
è d'ardente splendor lucido speglio, e del più bello il meglio; né raggi tanto chiari e lieti or vibra Apollo in Tauro o 'n Libra,
quanti ne sparge il sol che 'n voi risplende, onde ogn'altro il suo lume accresce e prende. In voi prudente è la Giustizia, e giusta è la Prudenza, e Pudicizia è forte
ne l'amor del consorte, e Fortezza è pudica: oh bella schiera, che 'l fato non temea, non l'empia sorte, non fuga, esiglio e non prigione angusta,
non morte o forza ingiusta, non fiamma o spada o precipizio o fera or non è men costante e meno altera, né temeria quel ferro onde s'aperse
Lucrezia il petto o 'l foco acceso o l'angue che depreda gli spirti e 'nfetta il sangue, sol per sottrarsi a le fortune avverse di Pompeo e di Serse;
e del petto faria con novo esempio tomba non pur, ma tempio; né sarebbe di vita avara e parca al vostro sposo, e sprezzeria la Parca.
Ma come varie schiere ha duce invitto spesso raccolte in onorata impresa, e pur senza contesa vince talvolta e fa più nobil opra;
così vostra ragion, per far difesa, squadra molte virtù; ma 'l core afflitto per doglia o per despitto, o per ira o timor non vien che scopra,
né 'n contrasto noioso unqua s'adopra, né trova cosa al bel desio molesta, ma lieta la fortuna e 'l ciel benigno, l'altare, il serpe, la corona e 'l cigno,
ed ogni stella, ch'è là sù contesta, a favorirvi è presta; non sol Giove e Saturno e gli altri erranti con placidi sembianti
rimiran l'alto albergo ove pria nacque, e questo sì lucente in riva a l'acque. E come nave può ch'arbori e sarte abbia e vele e governo i venti e l'onde
solcar, benché profonde, nel tempestoso Egeo di notte oscura; ma pur sempre ella avendo aure seconde, e 'l mar tranquillo intorno e 'n ogni parte,
senza nubi cosparte, serenissimo il giorno e l'aria pura, spiega le vele a l'Aquilon sicura e vola per l'ondoso instabil regno;
tal nei perigli in voi pronta sarebbe la vostra alta virtù, poi ch'ella crebbe, né sono pigre l'arti o 'l chiaro ingegno; ma di fortuna sdegno,
o fero occaso od apparir di stella non move atra procella, e 'l ciel ride, il mar tace e splende il raggio, e l'aura spira, e non vi turba oltraggio.
O fortunata, in qual lucente albergo era Fortuna in ciel quando nasceste con bellezza celeste, con ogni aspetto ed ogni stella amica?
Or la corona pur del padre, o queste deggio lodar mentre le carte i' vergo e col pensier più m'ergo? Ei dove il nostro mar la terra implica,
e fra gente più strana e più nemica si fa temer col suo valor, con l'armi; e quanto gira il sol dispiega e spande nome famoso ed onorato e grande:
ei saggio, ei largo, erge metalli e marmi, lodato in mille carmi; egli fonda città, non pur corregge: ed egli è viva legge,
ove i premi e le pene altrui comparta, più che di Tebe re, d'Argo e di Sparta. Ma 'l signor vostro in sul fiorir de gli anni ne l'oriente del suo dì sereno,
non sol vi porta in seno, ma nel cor vi tien viva e 'n mezzo a l'alma. E cresce il vostro amor senza veneno, senz'ire, senza liti o senza affanni;
batte fra tanto i vanni la vostra fama gloriosa ed alma; voi d'onestade, ei di valor la palma ha fra mill'altri; ei legge o canta o scrive
leggiadri versi o, d'onorata polve sparso, gli alti destrieri ei frena e volve da mover guerra a l'africane rive; e mentre in pace or vive,
d'armi coperto il porterian sul dorso, vincendo i venti al corso, tal che 'nsieme può far l'imprese illustri ed istoria di sé per mille lustri.
Così ei diviene eterno; e voi nel figlio perpetuo il fate; e la real sembianza vi dà gloria e speranza che sia stirpe immortal de' figli vostri;
e dovunque volgete intorno il ciglio, vedete come giunto in un s'avanza il senno e la possanza, e si loda il valor con puri inchiostri;
vedete alti palazzi e pompe ed ostri, scettri, corone, imprese, opre leggiadre, vari pregi e trofei d'eccelse spoglie, e quanti insieme adorna e quanti accoglie
il suocero, il fratel, lo sposo, il padre; or, gemme ed arme e squadre, e quanti innalzan templi e quanti altari, terre soggette e mari,
città, popoli, navi in sen profondo, e tutto intento ad onorarvi il mondo. Canzon, tante virtù con tanti onori, tante grazie del ciel, tanta fortuna
vedrai, dove t'invio, ch'al primo sguardo dirai: "Per questa altezza il volo è tardo; e ciò ch'altrove è sparso, or qui s'aduna, talché altra luce imbruna".
Pur osa dirle neghittosa e lenta, s'alcun giammai ne tenta: "Questa d'eterno ardor poca favilla e d'infiniti abissi, è breve stilla".
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