Vostro dono è s'io spiro, e dolce raggio
di sol chiaro e lucente a me risplende,
se l'ale il nome ancor dispiega e stende,
se scampo rischio e non pavento oltraggio;
e se più non vacillo e più non caggio
ove si poggia poetando e scende,
e se gloria promette e gloria attende
la dotta Musa, amica al forte, al saggio.
Prendo or per voi la cetra ed or la tromba,
ed or mi calzo il socco, ora il coturno,
or canto su la cuna, or su la tomba;
or con Febo mi spazio, or con Saturno,
e questa vita sol per voi rimbomba,
che passeria come balen notturno.