Mentre quasi cursor la chiara lampa
d'esta vita prendevi, il sol ti disse,
mirando fra le stelle erranti e fisse:
"Prendi la mia che sì lucente avvampa,
alma reale in cui virtù s'accampa,
come al tuo merto il tuo destin prescrisse:
alma a cui rado uguale al mondo visse
e da l'incendio lui ristora e scampa.
Corri tu per gli obliqui erti viaggi,
ove mal seppe carreggiar Fetonte,
preso del carro e de' corsier governo;
e s'armi pur la terra: io già discerno
altro sol di Gonzaga e d'altri raggi
te coronato la serena fronte".