Chi di me canta or che di gloria e d'armi
son privo e spargo le parole a' venti?
Cedano a l'arti mute i chiari accenti,
se 'l mal non se ne va per alti carmi.
Se vital succo d'erba anco sanarmi
può l'alma vaga e i membri gravi e lenti,
cessin le rime ingrate, o sian lamenti
e note da segnarne i bianchi marmi.
E s'io non ebbi dono o cara lode
vivendo, almen ne faccia in morte acquisto,
ahi lasso!, in morte ch'armonia non ode.
Fra tanto un stile adopri e l'altro misto
l'età novella, e chi trionfa e gode,
vinti i rubelli e vinti i regni a Cristo.