Spino, leggiadre rime in te fioriro
come rose novelle: Amor le colse,
e si punse cogliendo e se gli dolse;
poi disse: "Ogni tua punta è mio desiro.
E col tuo dolce sospirar sospiro,
e canto col tuo canto; e dove sciolse
la dotta lingua il chiaro suono avvolse
l'alme, che ne fur liete e n'invaghiro.
Or che ti svelle morte, a' vaghi fiumi
mancano insieme i lauri e secca il verde,
né più Febo ha corona, ombra Parnaso;
ma quanto in te l'Italia e 'l mondo perde
tanto acquistano il cielo e gli altri lumi,
ch'orto fanno là sù col nostro occaso".