La regina del mar, che 'n Adria alberga
e 'n terra signoreggia e 'n mezzo a l'onde,
e 'l capo estolle e 'l piè ne l'acque asconde
e 'l nome al cielo avvien ch'innalzi ed erga,
più che per aura ond'atro orror disperga
e per sol che l'illustri e la circonde,
per voi si rasserena, e non altronde
par che luce e candor sì chiaro asperga.
E benché Atene, Sparta, Argo e Corinto
e Roma dian gli esempi onde s'adorni,
ella co' vostri merti a l'altre il porge:
perché nel premio usato in voi si scorge
non usata virtù, ch'a' nostri giorni
quel che seguia già pareggiando ha vinto.