Selva lieta e superba,
dispiega le odorate e verdi fronde
mentre fra lor s'asconde
la nobil donna e siede in grembo a l'erba.
Giungete i rami insieme, abeti e faggi,
e voi li congiungete, o querce, o pini,
e tu, bel mirto, e tu, sacrato lauro;
e guardando costei da' caldi raggi
perché ella non s'imbruni, a' biondi crini
mischiate il verde come a lucid'auro:
ombre soavi e quete,
qui vittoria del sol più bella avrete
di quella ch'a la notte Astrea riserba.