Voi di merti e di grazie; io solo abbondo
di sventure e d'error, né cambio sorte:
anzi il viver mi sembra amara morte
e d'ombre oscure antro e spelonca il mondo.
Ma la vostra virtù splendor secondo
scorge d'appresso e par che 'l dì m'apporte,
come alba suol che fa lucenti scorte
al sol che s'alza omai dal mar profondo.
E se in albor sì bello io non m'illustro,
chi le tenebre scaccia? ah, troppo è lunga
quest'orrid'ombra! e voi, Signor de' tempi,
non sostegniate che 'n pregar m'attempi,
né schifi noia, e che mercé non giunga
pur aspettata dopo il primo lustro.