Se 'l mio nome riluce, e forse appressa
dove 'l ciel tante grazie a voi comparte,
pur gli rimiro intorno ombre cosparte,
e la tempesta e 'l verno ancor non cessa.
Ma 'l vostro è un raggio, anzi è la luce stessa
che nulla turba, e se da voi si parte
nel volo più s'illustra, e Giove e Marte
hanno gloria minore a lor concessa.
Voi dunque disgombrate il cieco orrore,
sì come sole in tenebroso tempio,
fuor de le nubi uscendo o 'n verde riva;
e voi mi ritogliete al fero scempio,
acciò che riposato almeno io viva,
se non felice, ove virtù s'onore.