Minetta, non fu questo uscir di vita,
ma un trapassar da morte al Re superno,
e dal tempo fallace al regno eterno,
perché sia l'alma al suo principio unita.
Però, via più leggiera e più spedita
che nave scarca in tempestoso verno,
lasciò l'argento e l'oro e l'ebbe a scherno,
e partì nuda e di splendor vestita.
Fu ne' celesti giri, e nulla copre
la sua pura virtù che vibra i raggi
come gemma in diadema o 'n segno stella.
Ma nel fin del tuo corso e de' viaggi
or candida corona hai di quell'opre
per cui ti piange il mondo e 'l ciel t'appella.