Mentre si gode libertade e pace
Genova invitta, e più che d'oro abbonda
di gloria antica e nova, e 'n più seconda
fortuna che non teme il fero Trace,
tu, di chiaro valor fiamma vivace,
tutti i mari n'illustri ed ogni sponda,
ed io fra le tempeste in mezzo a l'onda
altro porto non trovo ed altra face.
Così quel nobil nido in cui nascesti
m'accolga o quel che già nutrimmi in seno
dopo molti anni, ed a mercé mi vaglia.
O mia luce, o mio sole, o di celesti
lumi cosparso e di più bel sereno,
null'altro raggio il tuo splendore agguaglia.