Skip to content
1544–1595

1244

Torquato Tasso

Donna, la vostra fama e 'l mio pensiero in monti vi dipinge e 'n fresche rive, e mentre l'una parla e l'altro scrive io stimo questo e quella un'ombra al vero

che non esprime il vostro merto intero; ma come vive fiamme e vaghi lumi vidi in torbidi fiumi, o come voce si disperde in aura

che nulla poi ristaura, così vostra beltà, ch'è senza vanto, ne la mia mente perde e più nel canto. Ma pur io canterò perché le rime

serbino almeno in parte i vostri onori, sì come in vasel d'or le rose o i fiori serbate colti da frondose cime o pur le bianche violette e prime.

Io dico dunque che Virtù dal cielo scese fra caldo e gelo, e la terra cercò, né visse ascosa fra la gente orgogliosa:

ché in magnanimo cor parea sovente raggio di stella o ver di sole ardente. E sotto l'elmo di guerrier famosi spesso terribil fu, spesso fuggita,

e dove Marte a fera pugna invita, e rompe chiara tromba i suoi riposi ne gli aspri colli o pur ne' campi ondosi; e con le sacre leggi in alta sede

temenza e pena diede, e talor dimostrò severo ciglio, danno o mortal periglio: tal ch'era la Virtù tra gli alti ingegni

nome odioso allor con mille sdegni. E vedendo qua giù le genti umane da lei ritrarsi e i miseri mortali, rivolse tosto al cielo i passi e l'ali

e volea ricercar parti soprane e stanze più lucenti e più lontane, quando fermolla un lampeggiar di riso che rimirò nel viso

a contemplar fronte serena e lieta ch'ogni dolor acqueta, e ne' vostri occhi ancor vaghe bellezze piene di soavissime dolcezze.

E fra perle e rubini uscir parole udiva in così novo e dolce suono ch'altera libertà se stessa in dono gli avrebbe data e 'l proprio carro il sole:

onde vi disse: "Non convien ch'io vole, ma qui fermar mi voglio, alma pudica, con gentilezza antica, perch'altri sempre in voi m'onori ed ami

fra reti e nodi ed ami: qui sarò cara al mondo, e 'n questa parte non vi alberga fortuna, anzi bell'arte. Qui la Bellezza ed io faremo a prova

queste genti felici e questa etade; e s'è vera virtù vera beltade, io sarò quel che piace e quel che giova". Tacque ciò detto; ed ora in voi si trova

d'un bel diamante quadro e mai non scemo fatto un seggio supremo, e risplende in più forme e 'n vari modi e con diverse lodi,

e perché muti ad or ad or sembianza non è discorde a sé che tutto avanza. Ma con più bel concento tempra soavemente i suoi desiri,

le parole e i sospiri, e i raggi e 'l foco d'onorate voglie avvolta in sì leggiadre e care spoglie.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
1244 · Torquato Tasso · Poetry Cove