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1544–1595

1243

Torquato Tasso

Un bel dolce tranquillo e cheto mare, con alghe di smeraldo e rena d'oro, ha grembo pien di gemme e pien di perle; e l'aura tremolar di riva in riva

fa ne' vaghi zaffiri i novi raggi che vibra il sol, mentr'egli illustra il porto. Son quasi scogli o quasi torri al porto, signoreggianti l'odorato mare,

Castità che s'adorna a' vivi raggi, e Nobiltà che splende in guisa d'oro: dentro ha di ninfe alberghi e 'n su la riva bei seggi di coralli e bianche perle.

Voi, che scegliete ognor diamanti e perle, e voi, che gite pur di piaggia in porto mercando onor da l'una a l'altra riva, non solcaste giammai sì nobil mare;

né così fine pietre e lucid'oro vedeste in sì bel porto a' lieti raggi. Perché si sciolga pur co' primi raggi nave fatta d'avorio o pur di perle

e grave di giacinti e carca d'oro, non è raccolta in quel soave porto, ma risospinta in più ventoso mare è percossa a gli scogli e 'n alta riva.

Piena di legni è l'arenosa riva ch'appar fra mille faci e mille raggi, e vi perde il ceruleo e il rosso mare, tanti insieme vi son rubini e perle!

Ma solo entrare un può nel chiuso porto, che splende come il ciel di fiamme e d'oro. Com'ei luce talor di fregi e d'oro così lucente è l'onorata riva,

così fiammeggia intorno il ricco porto. E s'altri mira co' notturni raggi la nave e 'l fiume ancora, or queste perle chi farà stelle, e segni il pino e 'l mare?

Questo mare è celeste; e lucid'oro e perle ha questa riva, e i santi raggi son le belle virtù d'un fido porto.

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