Così m'è grave il manto onde si veste
l'alma, ch'ella non lascia i suoi ritegni,
né suol volar sovra famosi ingegni
a le forme di stelle e d'or conteste.
Né l'ali spiega sì veloci e preste
che sotto vegga il nostro e gli altri regni:
quinci nascon gli oltraggi e i novi sdegni
di lingue accorte al bel desio moleste.
Ma sia che può: volgendo gli anni io spero
ch'almen dirà quel che verrà da poi:
"In animo gentil perché tant'ira?"
E s'altri con Virgilio e con Omero
chiara gloria acquistò, cantando a voi
la mia con questa lingua or vive e spira.