Felice onor ch'in voi prevenne il merto
o pur quasi gemello a un parto nacque,
onde la vaga fama allor non tacque
e qual sia prima o poi, non anco è certo.
Ma come il dì col sole in cielo aperto
i monti indora e i mari illustra e l'acque,
mostrossi a paro; a prova crebbe, e piacque
il crin di lucid'ostro in voi coperto.
Felice merto, ove in cercar gli onori
la virtù non si stanca; e benché ignuda
bella soglia parer, si fascia e splende,
né per vil pregio mai contrasta e suda,
ma l'ha maggior che palme e verdi allori,
e 'l gradisce non cerco, e dato il prende.