O chiara luce di celeste raggio
ch'un'alma pura e duo begli occhi illustri,
e tra rose vermiglie e bei ligustri
scopri nel volto quasi un lieto maggio;
luce gentil che non ricevi oltraggio
dal tempo avaro o dal girar de' lustri,
ma fra titoli e pompe e fregi illustri
ne segni al ciel sublime alto viaggio;
Serio o Brembo per te non sol riluce,
ma, se gli antichi tempi ancora i' guardo,
mi par che Roma ne lampeggi ed Alba.
E ben mi dolgo che sì grave e tarda
ti lodo e canto, o mia serena luce,
che sei del vero sole aurora ed alba.