La bellezza ch'in ciel fra l'auree stelle
alberga e nacque fra l'eterne menti
sparse i vostri occhi ancor di raggi ardenti
e nel foco accendea quest'alme e quelle.
Or mentre luci sì leggiadre e belle
facean l'alme gioir ne' suoi tormenti,
e del virgineo suono i vaghi accenti
tutte addolcir le voci e le favelle,
o sia sdegnoso Amor ch'altri vi nome
col suo contrario, o pur celarlo ei voglia
come scorza tra scorza a gli occhi nostri,
per gelosia v'aggiunse il Sozzo nome,
che quasi a dolce frutto è rozza spoglia
o vel d'imago che talor si mostri.