Io già piansi e cantai le fiamme ardenti
e la mia sorte, ed or la piango e canto,
e rado vidi al mio languir cotanto
pietosi diventar gli occhi piangenti.
E più che strali rapidi e correnti
gli anni del viver mio fuggono intanto,
e si dissolve questo fragil manto
perch'io gloria cercare omai paventi.
Né meco averla puoi, s'a te ne cale,
ma fra le dotte scole in cui vittoria
s'ha contra la Fortuna e contra Amore.
E s'io pur caggio quando il cor m'assale,
Massin, tu ne conserva alta memoria,
ch'alcuno ebbe cadendo eterno onore.