Nobile invidia, ch'orna allor che tinge,
io non incolpo in uom che pianga e cante
valore oppresso e se ne mostri amante
con pietà vera, ov'altri il preme e cinge;
e se tale è la tua, Massin, chi stringe
in dir breve tua lode? io fra le tante
mie pene acerbe e sospirate e piante,
non posso allor che 'l mio desio mi spinge.
Lasso! e quella che chiami altera tromba,
è muta non ch'umile, e le ha già tolto
il primiero suo pregio il destino empio,
se c'è destino; e 'l nome altrui sepolto
in van cercherei trar d'oscura tomba;
ma 'l tuo per sé d'onor fia chiaro esempio.