Orazio è morto, e di bellezza il fiore,
d'arte e d'ingegno e di gentil costume;
né quel che si vestio di bianche piume,
né Fetonte ha dal Po sì mesto onore:
perch'in voce di pianto e di dolore
conversa è l'armonia sul tosco fiume,
e 'n tenebre rivolto il chiaro lume,
e di quadrella è disarmato Amore.
E sovra la sua bianca e fredda pietra
gigli, narcisi ed amaranti e rose
non cessa di versar d'aurea faretra.
Ahi! tramontare i soli e tornar ponno,
ma s'una breve luce a noi s'ascose
dormiam di notte oscura eterno sonno.