"Alto cor, nobil alma e chiaro ingegno
portasti, e di valore e di costumi
celesti semi, anzi faville e lumi
onde s'adorni e splenda antico regno.
Io fui cultrice, e l'ira e 'l duro sdegno
svelsi come pungenti ispidi dumi,
tal che l'Adria e 'l Sebeto e 'l re de' fiumi
altrui non giudicò d'onor più degno.
Or da' tuoi cari studi e dal mio seno,
Iacopo, adorno parti, e mai cotanto
per nobil peregrino io non mi dolsi.
Ché se fior odorai, frutto non colsi."
Padova così pianse; e del suo pianto
spera farsi più bello e l'Istro e 'l Reno.