Delfin, le rime che dettò d'Amore
gentile spirto, e quell'affetto vostro
ch'avete ne' sembianti a me dimostro,
son tai ch'io ne conforto il mio dolore.
Sì potess'io con voi placide l'ore
spendere in qualche verde ombroso chiostro,
ché non m'alletteria di nobil ostro
o d'aura popolar suono o splendore.
Voi, s'avete pietà quant'io confido
e qual desio, m'agevolate il passo
al bel vostro paese almo onorato,
ov'io passi con nome oscuro e basso
o chiaro ed alto qual dal ciel fie dato,
e talor vaghi tra' bei poggi e 'l lido.