Luigi, mentre al tuo felice braccio
colei s'appoggia che fa bello il mondo,
chi sostenne del cielo il grave pondo
invidia n'ha, bench'ei sia pietra o ghiaccio.
Ma portando il bel nome io cado e giaccio
sotto il suo nobil peso, e 'n seno ascondo
di sue lodi gran parte, e mi confondo
ne le poche ch'io narro, e stanco taccio.
Quanto è diversa l'una e l'altra salma!
Te non schifa la tua; ma il chiaro incarco
me prende a sdegno e nel mio dir s'oscura.
Pur l'ho nel core; ed anzi essere scarco
vorrei di quel che pose intorno a l'alma
con le sue mani al nascer mio natura.