Or che rea febbre, come pallid'ombra
o nebbia stretta da rabbioso vento,
aduggia il buon Sacrati, e 'l bel concento
discorda dentro mentre fuor l'adombra,
tu movi, Parolaro, e tu lo sgombra,
tu pio, tu dotto, a l'alta cura intento,
perché tanto splendor non resti spento
in quest'alma città che 'l duolo ingombra.
Né potresti ritorre a l'empia morte
più nobil preda o più gradite spoglie,
né meglio trionfar de la superba.
E se la sacra quercia è premio al forte
ch'altrui conservi, al saggio or chi la coglie?
Bench'altro onore avrai che fronde ed erba.