Marco, se m'ama la città gentile
che 'l Monton quinci e quindi il Viti inonda,
opra è tua sola, e 'n te l'amore abbonda
sì che forse in poc'altri ei fu simile.
Oh potess'io, come nel lieto aprile
sovente avvien che d'una in altra fronda
a l'un canoro augel l'altro risponda,
cantare a prova in lei con alto stile!
Ma secca or pare de l'usato ingegno
la chiara vena; e, se i pensier distillo,
son le lagrime preste e tardi i versi.
Deh! fa, se puoi, che senza affanno o sdegno
fra' dotti amici questo cor tranquillo
l'interne gioie in chiari accenti or versi.