Vincenzo, ne l'avverse altrui fortune
il puro amor d'alma gentil si scopre:
il tuo, che 'n detti suona, anco ne l'opre
a me si mostri, né timor l'imbrune.
Perch'altri a' miei desiri il varco imprune,
non sbigottir mentre per me t'adopre:
così al tempo ch'i nomi involve e copre
il tuo s'invole ed a l'oblio comune.
Io non so già se tra gl'illustri e conti
sia chiaro il mio; ma di costanza armato
sprezzo fortuna, e tu sprezzarla impara.
Forse ancor fia ch'insieme uniti e pronti
ne l'opre d'amicizia al mondo ingrato
ci sottrarremo ed a la morte avara.