Rivolse Clelia sospirando al cielo
gli occhi sereni, e nel mutar sembiante
simigliar fiamme le bellezze sante
sovra il nostro indurato e freddo gelo;
e parve dir con amoroso zelo:
"Perché più tardo, peregrina errante,
di far a te ritorno, o primo Amante,
lasciando il mio caduco e fragil velo?"
E co' sospiri e co' soavi detti
quasi rapito fu lo spirto vago
da quel terrestre nel celeste tempio.
Chi vide mai qua giù più bella imago,
d'angelica beltà? più chiaro esempio
d'avere a scherno il mondo e i suoi diletti?