Le vittorie de gli avi e le corone
ti facean lieta e la tua propria altezza,
valor, senno, onestà, fama e bellezza,
quando Morte il vietò, ch'altrui s'oppone,
qual torbido Austro o gelido Aquilone
a perturbar sereno stato avvezza,
o tempesta ch'immerge il legno e spezza
mossa dal pigro Arturo o da Orione;
e veder non potesti, ahi dura sorte!,
del tuo sposo fedel le chiare palme,
e l'alta gloria d'una e d'altra guerra.
Ma non ti vinse nel morir la Morte,
spirto immortale, e con le nobili alme
trionfi in cielo or ch'ei trionfa in terra.